Premessa:  questo non è il solito blog di cucina.

Primo articolo, primo cucchiaio.
Il primo assaggio è sempre il più importante, da quello dipende il 90% dell’opinione riguardo a un piatto: se è troppo amaro, chi mai potrà scegliere di finirlo? Stesso accade per le persone e per i film: la prima impressione è fondamentale, il trailer deve attirare e catturarci. Questo primo cucchiaio di me ha un sapore particolare: lascio a voi dirmi cosa ne pensate, sperando che il suo gusto intenso vi colpisca in positivo.

La premessa dell’articolo racchiude un concetto importante: questo non  è (e non sarà mai) il solito blog di cucina. Quando ci penso, mi viene in mente un barattolo vuoto – sì, un barattolo, avete presente? Come quelli della Quattro Stagioni, i bei barattoli di vetro decorati che le nonne usano per le loro conserve (non fatemici pensare che mi viene in mente la marmellata di prugne che mi aveva fatto la mia e al vuoto che ora riempie la mia dispensa senza di lei). Questo mio blog sarà, come dicevo prima, come un barattolo vuoto: pian piano, articolo per articolo, lo riempirò con un pezzo di me – cucchiaino per cucchiaino. Leggerete della mia -permettemi di dirlo- complicata storia personale e di come ho iniziato a mangiare in modo salutare, i miei pensieri riguardo al cibo e allo stile di vita che ho scelto e, ovviamente, le mie ricette. Molti di voi si chiederanno le motivazioni per cui sto scrivendo: lo spiegherò raccontandovi di me.
La mia storia inizia circa un anno e mezzo fa, Settembre 2012.
1,68 cm, circa 50 chili, fisico in forma per via dell’esercizio fisico che non si è mai fatto mancare: una vita (quasi) perfetta, amici e buoni voti a scuola, ma una profonda insicurezza e inutili paranoie su -permettete di esser banale-le mie gambe: muscolose e magre, sì, ma non abbastanza slanciate secondo i miei gusti e decisamente (secondo quanto pensavo) non perfette. Ebbene, quel mese segnò l’entrata in un circolo vizioso da cui ho faticato a uscire e in cui non ricadere è difficilissimo, motivo per cui attualmente ci sto combattendo: l’anoressia atletica. Il primo termine probabilmente lo conoscete tutti: l’aggettivo che lo accompagna serve a indicare il disturbo alimentare restrittivo accompagnato da un esagerato livello di attività fisica. Il tempo che passavo in palestra e in piscina diventò inversamente proporzionale alla quantità di cibo consumata, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, finchè durante le vacanze di Natale di quell’anno la mia malattia presentò il suo conto: 37 kg, gonfiore e difficoltà cardiache – il mio corpo non aveva più energia nemmeno per far battere il cuore, e il sangue stava iniziando a circolare con difficoltà. Solo in quel momento mi resi conto di quello che davvero ero diventata (prima, sembrerà strano, allo specchio la mia immagine era sempre uguale): il disgusto mi provocò una reazione talmente forte che decisi di smetterla, anche perché non avrei avuto altra scelta se volevo continuare a vivere. Con l’inizio del nuovo anno ricominciai a mangiare, poco, in modo normale. Ebbi una ricaduta ovviamente, perché non ero motivata: a fine febbraio non vi erano stati gran miglioramenti, mi ero messa in testa di “ingrassare” con un alimentazione completamente squilibrata e malsana (pranzo e cena con un ridicolo ammontare di calorie, per “salvarle” e potermi mangiare mezzo pacchetto di biscotti a merenda e/o dopo cena) e logicamente non ottenevo alcun risultato. A un certo punto, scoprii instagram.
Sì, non è una barzelletta, avete letto bene: Instagram.
Nel periodo più buio la mia malattia mi portava ad avere un ossessione per il cibo: passavo il tempo a cercare foto di piatti su quel social network, a metterci mi piace e divorarli con gli occhi; mangiare era infatti la cosa che più desideravo e odiavo allo stesso tempo. Non avrei mai pensato che avrei scoperto la comunità di “clean eater”,  tutti quei profili con foto di “healthy food” e il cui argomento principale era lo stile di vita salutare. Iniziai  col seguire una ragazza australiana (@funfreshandhealthy), e decisi a un certo punto di creare un mio profilo segreto analogo: da lì era infatti nata in me la fortissima volontà di essere IN SALUTE. Avevo capito che dovevo smetterla di vedere il cibo come un nemico, perché non lo era: cibo = nutrimento, questo divenne il mio dogma. Da lì pian piano iniziai a comprare prodotti biologici,  sostituì zucchero raffinato e dolcificanti artificiali con miele e Stevia, scoprii l’importanza di consumare cereali integrali e così via: si stava già delineando il mio attuale stile di vita, che adoro e non scambierei con niente al mondo. Mangiar sano, che per molti è erroneamente sinonimo di verdurine bollite per perder peso, non deve essere un peso ma un piacere: per me, ripeto, è la cosa più bella che sia mai capitata, e mi ha aiutato non solo a recuperare buona parte del mio peso ma soprattutto  la serenità. Adesso ho pure smesso di pesarmi regolarmente, a volte lo faccio ma giusto per curiosità e non per ossessione: 45 chili, presi anche grazie alla fiducia che mia mamma nei momenti più difficili di questo mio percorso ha riposto in me, al mio infinito amore per il  burro di arachidi (100% naturale e biologico) di cui avrete modo di leggere in questi mesi ma soprattutto grazie a tanta tanta pazienza e forza di volontà.
Questa è la mia storia.
Concludo dicendovi che sono profondamente convinta del potere enorme che ha l’alimentazione: il cibo, il buon cibo, non è solo una cura per il corpo ma è un toccasana in primis per l’anima. Con questo blog vi dimostrerò che salutare non significa noioso e scialbo, ma che una semplice insalata può essere deliziosa con gli ingredienti giusti; vi dimostrerò che si può cucinare creando o  rivisitando piatti italiani ed esotici in chiave più salutare;  che preparare dolci golosi di cui non ci si pente dopo un morso perché si sa che fanno bene al nostro corpo non è impossibile; e così via.
Primo assaggio, primo cucchiaio. A me non sembra che il sapore sia poi così male.

F

  • vi

    ciao!! volevo farti i complimenti per il bellissimo sito che hai creato!! ho letto i tuoi articoli e devo dire che mi piace il tuo modo di pensare (mi piacerebbe molto avere una amica come te :)! ). Anch’io sono una grande fan dell’avena e da 2 mesi ormai, non c’e’ colazione senza il mio tanto atteso oatmeal!! proprio ieri sera ho aperto un piccolo blog circa l’esperienza che sto vivendo ora (anno all’estero..) e mi sembrava corretto farti sapere che sulla pagina principale ho aggiunto un link al tuo sito: dimmi se ti e’ cosa gradita o no per favore! sarei felicissima di conoscerti o scriverti un giorno! per ora e’ tutto, ancora complimenti!! ciaoo :) :)

    • Francesca Bonaudo

      ciao cara!
      scusa scusa scusa, ho visto il tuo commento solo adesso perchè (non chiedermi il motivo, non lo so) non ho ricevuto alcuna notifica e quindi non mi ero accorta che mi avevi scritto!
      Comunque non mi è gradito, di più ^-^ tra l’altro, se mi lasci il link del tuo blog ci dò un’occhiata!
      Trovare persone che la pensino come noi è difficile, anche io sai vorrei aver più amiche che la vedono al mio stesso modo :/ per fortuna qualcuno c’è, e per le altre io provo sempre a “convertirle” al cibo sano ahah
      Grazie ancora per i complimenti!! un bacione <3